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Come coltivare lo zafferano in vaso e nell’orto

Quante qualità ha lo zafferano, ovvero Crocus sativus, pianta originaria dell’Asia Minore introdotta in Spagna e in tutta Europa dagli Arabi! Antiossidante, antidepressivo, potenziatore della memoria, afrodisiaco, usato per rinforzare i capelli, ricco di vitamina B1 e B6. Prima di tutto, tale bulbacea ha un fiore a forma di campana rovesciata dallo straordinario colore lilla; poi, dai suoi stimmi, rosso-aranciati, si ricava una spezia preziosa ideale per tante ricette, primo fra tutti, il famoso risotto allo zafferano, appunto,  di tradizione lombarda. Prodotto soprattutto in India, anche in Italia ci sono aree dedicate alla sua coltivazione, come in Abruzzo. Nella provincia aquilana c’è lo zafferano dell’Aquila dop, tutelato da un relativo consorzio. Coltivazioni molto particolari, che prevedono la raccolta manuale per evitare che corolla e stimmi si rovinino.

zafferano

Accortezze comuni

Ma è possibile coltivare lo zafferano da noi, magari nell’orto o, addirittura, in vaso sul terrazzo di casa? In entrambe le situazioni, ci sono alcuni elementi da tenere presenti per avere una buona produzione.

I bulbi dello zafferano, al pari di narcisi o giacinti, si acquistano nei vivai specializzati o anche online.

Il terreno in cui piantarli deve essere sciolto, ben drenato. Meglio evitare suoli argillosi o molto grassi. La posizione deve essere soleggiata. Per quanto riguarda la concimazione, da preferire quella biologica.

Anche se lo zafferano non teme il freddo, la superficie del terreno dove il suo bulbo è piantato (più o meno estesa) va protetta in inverno con una buona pacciamatura, come una generosa manciata di paglia.

E l’acqua? Poca, evitando i suoi ristagni, che potrebbero farlo marcire.

I bulbi di zafferano si piantano in estate, meglio agosto, a una profondità di circa 15 centimetri, con una distanza di 10 tra l’uno e l’altro, che però dipende dalla dimensione del luogo in cui vengono coltivati. Fioriscono in autunno e si raccolgono attorno alla seconda metà di ottobre, la mattina prima che si alzi il sole. A ciascuna corolla si tolgono gli stimmi che poi vanno seccati, naturalmente lasciandoli al sole o ricorrendo ad essiccatori elettrici. Quindi, si possono usare per il piatto preferito e-o conservare in vasetti di vetro ben chiusi.

Da ricordare.  Quando alla pianta si seccano le foglie esterne, più o meno a giugno, ci sono due soluzioni: * si eliminano e il bulbo rimane al suo posto sottoterra, dove entrerà in uno stato di riposo fino alla prossima fioritura, moltiplicandosi con una serie di bulbilli a partire da quello principale * oppure (suggerimento valido soprattutto per i vasi) si toglie il bulbo dalla terra, separando i bulbilli, e lo si colloca in un posto all’asciutto e all’ombra, da dove si farà uscire in estate per ripiantarlo.

In vaso

Oltre che utile, lo zafferano è proprio bello con quella sua tinta particolare. Per cui, coltivarlo in vaso sul terrazzo, oltre che utile al palato, delizia pure la vista. Il vaso da scegliere, in terracotta, deve essere alto almeno 25 centimetri, con un diametro di 20: in questo caso, è possibile piantare 3-4 bulbi. Si può anche optare per un’altra soluzione decorativa-orticola, a seconda dello spazio a disposizione, ovvero prendere più vasi e piantarne un bulbo in ciascuno. Attenzione all’acqua nei sottovasi, toglierla sempre per evitare ristagni dannosi.

Nell’orto

I bulbi vanno collocati nel terreno in filari distanti tra loro di circa 20 centimetri, per una coltivazione più classica. La quantità dipende naturalmente da quanto è grande il terreno a disposizione. Si può anche decidere di creare zone ad hoc, mantenendo le piante lontane dalle altre colture, o pensare a bordure nell’area orticola.

 

 

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