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Fuoco di Sant’Antonio: cos’è, cause e rimedi per dare sollievo

Quando si parla di Fuoco di Sant’Antonio o Fuoco di Satana si fa riferimento all’herpes zoster, una malattia che colpisce la pelle ed i nervi ed è causata dal virus della varicella.

Fuoco di Sant'Antonio
Pur appartenendo alla stessa “famiglia” del virus che causa l’herpes simplex (quello che causa il caratteristico sfogo sulle labbra o sui genitali e la mononucleosi), il Fuoco di Sant’Antonio se ne differenzia profondamente, soprattutto per il coinvolgimento delle terminazioni nervose, che può rendere l’infezione particolarmente dolorosa.

Fuoco di Sant’Antonio: fattori di rischio

Una delle caratteristiche del virus del Fuoco di Sant’Antonio è quella di restare latente per anni. Quando esso viene a contatto con un organismo nuovo, provoca la varicella. Una volta che il sistema immunitario lo ha sconfitto, il virus si “nasconde” nell’organismo e, quando si manifesta di nuovo, causa il Fuoco di Sant’Antonio.
I fattori di rischio che si ritiene possano favorire la sua ricomparsa sono molteplici:

  • Depressione del sistema immunitario, causata da leucemia, AIDS o trapianti
  • Età: le persone con più di 60 anni si ammalano più facilmente
  • Varicella contratta nel primo anno di vita
  • Genere: le donne si ammalano più spesso degli uomini
  • Etnia: negli Stati Uniti, i bianchi si ammalano almeno il 50% più degli africano-americani

Fuoco di Sant’Antonio: sintomi

Tra i primi sintomi della malattia figurano bruciore,  formicolio o prurito,  in genere localizzati in una zona ben precisa. Spesso a questi sintomi si accompagnano febbre, mal di stomaco, mal di testa e sensazione di malessere generale.

Fuoco di Sant'Antonio
Nel corso di alcuni giorni, nella zona interessata dal bruciore o dagli altri fastidi compare un’eruzione cutanea con pustole piene di liquido, simili a quelle della varicella. In una settimana, al massimo dieci giorno,  le bollicine sulla pelle si rompono e si formano delle croste, che scompaiono nel corso di due – quattro settimane. Il decorso della malattia in genere può essere molto doloroso e in alcuni casi il dolore permane anche quando le pustole sono ormai guarite.

Fuoco di Sant'Antonio
Il fuoco di Sant’Antonio può colpire qualsiasi parte del corpo, ma si manifesta più frequentemente in una fascia localizzata su un solo lato del tronco all’altezza della vita, su un lato del viso o del collo, intorno ad un occhio e sulla fronte. Anche l’entità delle pustole è variabile: possono essere rade e sparse oppure fitte al punto di creare una zona simile ad una bruciatura.

Fuoco di Sant'Antonio
Sono inoltre possibili delle complicazioni: per esempio, se è localizzata nella zona degli occhi o del collo, può causare problemi di udito, di equilibrio o debolezza muscolare. Inoltre può causare infezioni secondarie e, in casi rarissimi, meningite e attacco cardiaco.

Fuoco di Sant’Antonio: rimedi per dare sollievo

Nella maggior parte delle persone, con un’adeguata terapia farmacologica, il fuoco di Sant’Antonio guarisce nel giro di un mese. Tuttavia esistono alcuni rimedi che, usati insieme alle medicine e dopo aver chiesto il parere al medico,  possono dare sollievo ai sintomi più fastidiosi.

Fuoco di Sant'Antonio
Per ridurre il dolore si può usare:

  • impacchi caldi e freddi;
  • una crema o lozione a base di capsaicina (la molecola attiva del peperoncino piccante) che va applicata sulle pustole non ancora esplose;
  • corteccia di salice, che ha effetti simili all’aspirina e può essere assunta in capsule o bustine per infusione;
  • il macerato glicerico di Ribes Nigrum (che in genere viene utilizzato per alleviare i sintomi di allergie, infiammazioni e infezioni in generale);
  • l’agopuntura. In questo caso, occorre rivolgersi ad un agopuntore esperto.

Fuoco di Sant'Antonio Agopuntura

Non ci sono certezze sulla causa della manifestazione del virus latente dell’herpes zoster, tuttavia potrebbe essere utile dare un sostegno naturale al sistema immunitario.  Un rimedio efficace potrebbe essere la tintura madre di echinacea, da assumere in acqua tre volte al giorno, possibilmente lontano dai pasti.

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