Home > Alimentazione > Guida alimentare > La Tapioca: usi dell’alimento che deriva dalla Manioca

La Tapioca: usi dell’alimento che deriva dalla Manioca

La tapioca è la farina ricavata dalla manioca (Manihot esculenta), un tubero appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. Conosciuta anche con i nomi di cassava e yuca, ha origini molto antiche, risalendo la sua coltivazione a più di 4000 anni fa tra Messico e Perù.

Il procedimento per ricavare la farina di tapioca dalla manioca è alquanto laborioso: l’amido commestibile, che rappresenta la parte utile, è difatti originariamente mescolato nelle radici con un succo lattiginoso che contiene anche acido prussico ed altre sostanze velenose.

Per preparare la tapioca, dunque, è necessario separare l’amido dal lattice e dalle sostanze legnose nocive: per tal motivo i tuberi vengono grattugiati e racchiusi in sacchi, dai quali si lascia defluire il liquido lattiginoso. Vengono poi ulteriormente lavati e spremuti, ed infine disseccati, triturati e setacciati, e ridotti in polvere.

La fecola ottenuta viene poi scaldata su lastre di ferro bollenti, ottenendo delle minuscole palline glutinose, sotto forma delle quali è venduta la tapioca.

La tapioca, la farina ricavata dai tuberi della manioca, dai tanti utilizzi in cucina

Usi della tapioca

Uno dei principali alimenti degli indigeni dell’America del Sud e dell’Africa equatoriale, la tapioca ha di recente conquistato un posto di rilievo anche sulle nostre tavole.

Assai nutriente e facilmente digeribile, si è dimostrata infatti di grande utilizzo nell’alimentazione dei più piccini. Ricca fonte di calorie, molto simile alla nota crema di riso, con essa vengono infatti preparate pappe per bambini, sciogliendone in acqua calda o nel brodo di verdure piccole quantità di farina.

Ma l’alimento in oggetto è molto utile anche in presenza di soggetti convalescenti: il suo contributo energetico rinvigorisce infatti il fisico di chi si sta riprendendo da una malattia. È inoltre indicato per chi soffre di disturbi intestinali e mal di stomaco.

In cucina o nelle preparazioni alimentari, la farina di tapioca è adoperata soprattutto come legante o addensante, potendo ad esempio essere inserita nell’impasto per torte in sostituzione delle uova (1 cucchiaio di tapioca per ogni uovo).

Piccole dosi di essa possono inoltre trovare utilizzo per addensare un passato di verdure, una zuppa o una vellutata, mescolando per bene con una frusta per evitare la formazione di grumi.

Costituisce in ogni caso un ingrediente sostitutivo in tutte le ricette che includono fecola di patate, farina di riso o amido di mais.

Rende infine più digeribile il latte: infatti, quando la tapioca è cotta in questo alimento, i granuli di amido si gonfiano, formando, per la loro struttura, una sorta di rete che disperde la caseina contenuta nel latte. In questo modo i succhi gastrici possono in maniera più agevole attaccarla e digerirla.

Da sottolineare, infine, che nei paesi tropicali, dove rappresenta uno degli alimenti basilari, la tapioca è adoperata per preparare il pane.

Caratteristiche nutrizionali della tapioca

Come il grano, la tapioca possiede un grande potere calorico: 1 etto di questa fecola fornisce infatti circa 350 calorie.

L’apporto nutrizionale è però inferiore, dal momento che contiene pochissime proteine e vitamine, e poche fibre, e non può quindi essere un alimento esclusivo.

Il contenere quasi esclusivamente carboidrati costituisce tuttavia un indubbio vantaggio, soprattutto per l’apparato digerente: si tratta infatti di un alimento molto digeribile, perché presenta pochissime scorie. Per tal motivo, la tapioca è di grande ausilio in tutte le malattie dell’apparato digerente, comprese la colite.

È infine gluten-free, pertanto consumabile dai soggetti celiaci.

Controindicazioni della tapioca

Non sono da evidenziare particolari controindicazioni. Le uniche concernono i soggetti diabetici, dal momento che l’amido è fatto di glucosio, come lo zucchero. È pertanto consigliabile in questi casi rivolgersi al proprio medico di fiducia.

La tapioca, inoltre, non è indicata in una dieta a restrizione calorica, dato il suo elevato apporto energetico, e quindi è da valutare insieme al proprio nutrizionista se inserirla o meno nella propria alimentazione.

Articoli interessanti

Top